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Poopstar MP30R-DVBT – Aggiungere i servizi mancanti

Poopstar MP30R-DVBT – Aggiungere i servizi mancanti

Se state leggendo questo articolo sicuramente sapete di cosa stiamo parlando: scarso supporto da parte del produttore, rilascio di firmware assenti dal 2012, servizi che continuamente vengono richiesti di essere installati ma che abitualmente falliscono ogni volta. Ancor prima dell’acquisto conoscevo questi problemi, ma ho comunque voluto rischiare perché il prodotto in sè funziona bene, ci sono solo alcuni bug e alcune rogne che andrebbero corrette ma per quello ne riparleremo in un altro articolo. Per prima cosa, se non abbiamo ancora l’ultima versione disponibile, aggiorniamo il prodotto Per farlo scarichiamo la versione 3.0-25-03-2012 dal sito ufficiale (MIRROR in caso di sito offline) Scompattiamo l’archivio e copiamo il file install.img nella root (cartella principale) di una chiavetta usb vuota, nel frattempo spegniamo il media player e rimuoviamo il cavo di alimentazione dalla parte posteriore. Inseriamo la chiavetta in una delle porte usb (vi consiglio di rimuovere eventuali dispositivi collegati, come HDD esterni). Ora teniamo premuto il tasto di accensione che è posto nella parte frontale dell’apparecchio e tenendolo premuto inseriamo la spina di alimentazione. Dopo qualche secondo dovreste vedere a schermo un wizard automatico per l’aggiornamento del firmware, potete ora rilasciare il tasto di accensione e attendere i 2-3 minuti richiesti al completamento. Il media player si riavvierà da solo quindi non spaventatevi se ci saranno eventuali schermate nere. Passiamo ora alla parte più tediosa per cui molti utenti si sono giustamente lamentati: installiamo/aggiorniamo i servizi. Ebbene si, state per rimuovere quel fastidio messaggio che compare ad ogni avvio e che vi chiede di installare i servizi, ma che anche dando l’ok non trova e non installa finendo con una bella serie di “error/fallito”. Probabilmente chi non ha mai collegato un HDD interno non si sarà mai accorto di questo messaggio che compare all’avvio, strana politica dato che per esempio il servizio btpd funziona perfettamente anche su chiavette usb esterne. AVVISO: La procedura non è semplice quanto quella dell’aggiornamento del firmware, richiede che il media player sia collegato alla rete, siete dunque pregati di leggere con calma la guida e seguirla passo passo, in questo modo la probabilità di errori si riduce drasticamente. Ad ogni modo non mi assumo NESSUNA responsabilità in caso di prodotto non più funzionante/guasto. Scarichiamo questo file (MIRROR in caso di sito offline) e scompattiamolo in una qualsiasi directory del nostro computer. Vi ritroverete con una cartella chiamata MP30R-Software con dentro un’altra cartella chiamata MP30R Software (Notate la differenza, la prima ha il trattino centrale fra le due parole, la seconda ha uno spazio) La cartella con lo spazio, ovvero MP30R Software la rinominiamo semplicemente in MP30R e la copiamo nella root di una chiavetta usb preferibilmente vuota. Possiamo ora...

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RaspyServer – Un Server a basso consumo

RaspyServer – Un Server a basso consumo

Premessa: Sebbene chiunque possa prendere ispirazione da questa guida, consiglio a chi ha appena acquistato un Raspberry Pi per la prima volta di fare un po’ di pratica, soprattutto se non è mai stato in campo Linux. Quindi, a mio parere, installate Raspbian con le guide fornite qui e non dimenticatevi di usare il terminale ogni tanto!   C’è da stupirsi come una schedina poco più grande di una carta di credito possa diventare un calcolatore estremamente flessibile per gestire i più disparati ambiti, infatti l’ approccio principale è proprio quello di decidere noi stessi cosa deve fare il tanto amato Raspberry Pi. Possiamo usarlo come MediaCenter collegato alla tv, oppure come vero e proprio computer per andare on-line e creare documenti di testo, insomma non c’è limite alla fantasia. Un ambito sicuramente più oscuro e ostico per molte persone è quello di renderlo a tutti gli effetti un server: nessuna interfaccia grafica, nessun mouse, nessuna tastiera, solo il buon vecchio cavo di rete collegato al router. È proprio da quì che partiremo oggi: le basi per la installazione e configurazione di un microserver con Raspberry Pi … e quale nome migliore di RaspyServer?   Parte 1: Fase preliminare – Installazione e configurazione MINIBIAN – La distribuzione minimale basata su Raspbian Avete appena finito di fare pratica con Raspbian? Bene! Perché Minibian si basa proprio su questa potente e funzionale distribuzione così avrete tutto sotto controllo, senza nessun nuovo strano comando da imparare, niente mal di testa e notti insonni. Mi permetto di salutare e ringraziare, anche se non conosco di persona, Luca Soltoggio, il creatore di Minibian! Per prima cosa scarichiamo MINIBIAN da sourceforge, il formato è il classico .tar.gz quindi se siamo sotto Windows possiamo usare WinRAR oppure 7-Zip ed estrarre il contenuto in un punto qualsiasi del computer, altrimenti se siete sotto Linux (ogni momento è buono per imparare) aprite il terminale, dirigetevi nella directory dove avete salvato il file e digitate: tar -zxvf YYYY-MM-DD-wheezy-minibian.tar.gz dove YYYY è l’anno, MM il mese e DD è il giorno della versione che avete scaricato. Non facciamoci troppi problemi se la versione non è recentissima, i repository sono gli stessi di Raspbian quindi più avanti vedremo come aggiornare la maggior parte dei pacchetti. Fatto questo ci ritroveremo con un file .img, ci basterà procedere alla scrittura su memory card come per tutte le altre distribuzioni, ovvero questa quida per utenti Windows e questa guida per utenti Linux. Pronti? Inseriamo la memory card, colleghiamo un cavo di rete e diamo fuoco (per modo di dire) al Raspberry Pi! Date qualche secondo al sistema operativo per avviarsi controllando che i led ACT, FDX, LNK e 100...

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